Valutazione di stabilità arborea

La valutazione della stabilità degli alberi è un’attività fondamentale per la sicurezza di aree pubbliche, strade, parchi e giardini.

Arbolgobe applica il metodo VTA – Visual Tree Assessment, sviluppato da Claus Mattheck, che combina osservazione visiva e analisi biomeccanica.

Il sopralluogo prevede:

  • Ispezione accurata di radici, colletto, tronco, branche e chioma
  • Individuazione di sintomi esterni macroscopici (carie, cavità, fessurazioni, funghi lignivori, inclinazioni anomale)
  • Valutazione dei rapporti dimensionali (altezza/diametro, volume e forma della chioma) e dell’esposizione al vento

Quando la sola osservazione visiva non basta, il VTA viene integrato da indagini strumentali:

  • DENDROPENETROMETRO RESI PD 400 per valutare la resistenza del legno e scoprire eventuali alterazioni interne
  • TOMOGRAFO SONICO per generare immagini di una sezione interna del fusto
  • PULLING TEST per stimare la propensione a frattura e ribaltamento
  • TREE MOTION SENSOR (TMS®) per monitorare la risposta dinamica dell’albero al vento reale

A conclusione dell’analisi, ogni albero viene classificato attraverso una Classe di Propensione al Cedimento (CPC), che orienta le scelte gestionali:
monitoraggi programmati, potature mirate, consolidamenti statici e dinamici o, solo quando inevitabile, l’abbattimento, anche controllato.

La metodologia VTA, combinata con le analisi strumentali, consente di prevenire rischi, allungare la vita degli alberi e tutelare il paesaggio, garantendo sicurezza per persone e beni.

La valutazione segue il metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment), sviluppato da Mattheck & Breloer, che abbina osservazione visiva e principi biomeccanici.
Questa tecnica, riconosciuta a livello internazionale, permette di cogliere sintomi di debolezze strutturali, anche in assenza di cavità visibili.

L’analisi considera parametri biometrici, struttura e vigore complessivo, esaminando radici, tronco, chioma e substrato.
Si valutano anomalie come ferite, carie, asimmetrie, rapporti LCR (Live Crown Ratio) e H/D (altezza/diametro), oltre a peculiarità specie-specifiche (es. Sudden Branch Drop).
Si applicano inoltre concetti come la teoria CODIT, utile a interpretare i processi di compartimentazione del legno degradato.

Se le anomalie lo richiedono, si procede con indagini strumentali per misurare spessore residuo e distribuzione dei tessuti sani.
Tecniche avanzate, come il metodo SIM, consentono valutazioni più complete, includendo forma della chioma, esposizione al vento e caratteristiche del sito.

Se il difetto rilevato è di dimensioni considerevoli e deve essere dimensionato con un parametro univoco; si può provvedere, grazie ad approfondimenti strumentali, alla valutazione quantitativa dello spessore residuo della sezione trasversale del tronco in cui è presente, ad esempio, la carie.
Se lo spessore della parete è troppo sottile, o soprattutto mal distribuito, vi è buona possibilità che la pianta possa cedere.

Le analisi strumentali possono essere eseguite con:

Al termine del processo di analisi visiva e strumentale, dopo aver considerato l’evoluzione nel tempo dei difetti rilevati e il contesto in cui l’albero si trova, l’esemplare viene classificato in una Classe di Propensione al Cedimento (C.P.C.), secondo il protocollo S.I.A. sulla valutazione di stabilità degli alberi. Questa classificazione utilizza una scala progressiva dalla classe A, per gli alberi con pericolosità molto ridotta, alla classe D, per quelli con elevata probabilità di cedimento totale o parziale, per i quali si consiglia un abbattimento urgente.

Segue una descrizione delle classi di propensione al cedimento degli alberi:

CLASSI DI PROPENSIONE AL CEDIMENTO (PROTOCOLLO S.I.A.)
ClasseLivelloDefinizione
ATrascurabileGli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo ed eventuali indagini strumentali.
Il fattore di sicurezza naturale non risulta ridotto. Per questi soggetti è opportuno
un controllo visivo periodico con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.
BBassaGli alberi presentano lievi sintomi o difetti riscontrabili con il controllo visivo e, a giudizio del tecnico, con indagini strumentali; tali condizioni fanno ritenere che il fattore di sicurezza naturale non sia sensibilmente ridotto. È indicato un controllo visivo periodico, con cadenza non superiore a tre anni. Eventuali approfondimenti strumentali
sono a discrezione del tecnico.
CModerataSono presenti anomalie o difetti che comportano una riduzione sensibile del fattore di sicurezza.
Per questi soggetti è necessario un controllo visivo periodico con cadenza non superiore a due anni. Eventuali approfondimenti diagnostici e la loro periodicità sono a discrezione del tecnico. Può essere richiesto un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità; qualora realizzati, il tecnico potrà valutarne
l’efficacia e, se del caso, modificare la classe.
C/DElevataGli alberi manifestano difetti gravi e un fattore di sicurezza molto ridotto.
Gli approfondimenti diagnostici sono spesso necessari e la loro periodicità è stabilita dal tecnico.
Gli interventi devono essere finalizzati alla diminuzione del livello di pericolosità
e devono essere completati con urgenza. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di riclassificare l’esemplare; in caso contrario, potrà essere indicata la rimozione o il passaggio alla classe D.
DEstremaGli alberi presentano difetti gravi e condizioni tali da rendere inaccettabile il mantenimento in sito.
Il fattore di sicurezza naturale è compromesso e la pericolosità per persone o beni risulta elevata.
Gli esemplari devono essere abbattuti.
MDMorente/DeperenteClasse utilizzata per esemplari in avanzato deperimento o già morti, che non presentano realistiche prospettive di recupero. In genere se ne raccomanda la rimozione per motivi di sicurezza e per evitare di investire risorse su alberi privi di prospettiva.

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